Statuto

Sindacato Nazionale Farmacisti non titolari

Art. 1

E’ costituito, a tempo indeterminato, il "Sindacato Nazionale Farmacisti" SINASFA fanno parte tutti farmacisti purché non titolari di farmacia o di esercizio di vicinato di ogni nazionalità, convinzione religiosa e politica, associati per la difesa dei comuni interessi economici, sociali ed etici nel rispetto dei principi di democrazia e libertà.
Il SINASFA è indipendente da qualsiasi influenza governativa, partitiva e confessionale.
Il sindacato può aderire ad organizzazioni o confederazioni purché non in contrasto con gli interessi generali della categoria. Può utilizzare tutti i mezzi di diffusione per la comunicazione delle proprie attività.

Art. 2

Il Sindacato si propone di:

a) rappresentare i farmacisti iscritti a ogni titolo, ivi comprese la stipulazione di accordi normativi ed economici e la trattazione di questioni e controversie individuali o collettive derivanti dal rapporto di lavoro
b) essere presente in qualsiasi sede in cui si trattino problemi riguardanti sia l’organizzazione che i propri scritti
c) valorizzare i compiti e le funzioni del farmacista
d) curare l’assistenza morale, materiale e previdenziale degli iscritti

ISCRITTI

Art. 3

Possono chiedere l’iscrizione al Sindacato tutti farmacisti purché non titolari di farmacia o di esercizio di vicinato, il personale degli stessi organismi in quiescenza, per il quale quei presupposti siano ricorsi quando in servizio.

Art. 4

Sull’ammissione degli iscritti decide il Comitato di Presidenza che, alla prima favorevole occasione, ne chiede la ratifica alla Giunta Esecutiva. La qualità di iscritto si acquista dalla data di accettazione della domanda. Contro la decisione di diniego il richiedente, entro il termine di trenta giorni dalla data della comunicazione, può ricorrere al Consiglio Direttivo, il quale si pronuncia in via definitiva.
 

Art. 5

L’iscritto si impegna alla piena osservanza dello Statuto, della disciplina sindacale e degli accordi stipulati dal Sindacato.

Art. 6

L’iscrizione è a tempo indeterminato. Le eventuali dimissioni debbono essere comunicate al Presidente.
 

Art. 7

La qualità di socio viene meno per:

a) dimissioni
b) espulsione, secondo le norme dell’art. 37
c) perdita dei requisiti richiesti per l’ammissione
 

Art. 8

L’iscritto è tenuto a versare il contributo annuale, nella misura e con le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo. Ai fini di cui sopra, l’iscritto si obbliga a far pervenire per il tramite del Sindacato la delega all’organismo presso il quale presta o ha prestato servizio per la riscossione del contributo sindacale e l’eventuale revoca della stessa.
Il contributo associativo non è trasmissibile né rivalutabile.

ORGANI DEL SINDACATO

Art. 9

Sono organi nazionali:

a) il Congresso
b )il Consiglio Direttivo
c) la Giunta Esecutiva
d) il Comitato di Presidenza
e) il Presidente
f) il Collegio dei Revisori dei Conti
g) il Collegio dei Probiviri

Sono organi territoriali:

a) le Rappresentanze Sindacali Locali e i rispettivi Dirigenti
b) i Consigli di Coordinamento e i loro Rappresentanti

Tutte le cariche ricoperte nel Sindacato sono gratuite e riservate agli iscritti.
Nei limiti dei fondi stanziati è ammesso il rimborso delle spese sostenute nell’esercizio delle funzioni espletate. Per la carica i dirigenti nazionali sono domiciliati presso la sede del Sindacato in Firenze.

CONGRESSO

Art. 10

Il Congresso è costituito dai delegati scelti sulla base di un criterio di proporzionalità rispetto al numero totale degli iscritti. Le modalità di individuazione dei delegati sono stabilite in apposito “Regolamento”, approvato dal Consiglio Direttivo. Al Congresso possono intervenire, senza diritto di voto, tutti gli iscritti.
Il Congresso ha le seguenti attribuzioni:

a) determinare l’indirizzo generale del Sindacato
b) valutare l’attività del Sindacato e degli organi nazionali e territoriali
c) approvare le modifiche statutarie
d) eleggere ogni quadriennio, fra i candidati alle singole cariche proposti dagli iscritti secondo le modalità di che all’art. 16, il Presidente, 30 membri del Consiglio Direttivo, il Tesoriere, il Collegio dei Revisori dei Conti.

Art. 11

Il Congresso è ordinario o straordinario. Il Congresso ordinario deve tenersi entro l’ultimo trimestre dell’anno solare di scadenza del quadriennio. I Congressi straordinari sono convocati, oltre che per l’approvazione di modifiche statutarie, su decisione del Consiglio Direttivo o quando al Consiglio ne faccia richiesta un quinto degli iscritti.

Art. 12

La convocazione del Congresso spetta alla Giunta Esecutiva, che vi provvede mediante avviso da spedire a ciascun iscritto, unitamente al “Regolamento” e alle altre notizie utili per l’elezione dei delegati, almeno trenta giorni prima di quello fissato per l’inizio del Congresso. Nei casi di urgenza la convocazione può essere effettuata con un preavviso di soli quindici giorni.

Art. 13

Il Congresso è presieduto dal Presidente del Sindacato o, nel caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente più anziano di età. Il Presidente o chi per lui, constatata la regolarità della costituzione del Congresso, propone uno dei partecipanti a svolgere le funzioni di Segretario dello stesso. Il Segretario redige il verbale dei lavori congressuali.

Art. 14

Ciascuno dei delegati ha diritto a un voto, da esercitare personalmente. Le votazioni si svolgono a scrutinio palese quando riguardino deliberazioni su argomenti o tesi, a scrutinio segreto quando riguardino l’elezione a cariche sindacali. Le deliberazioni sono adottate con il voto della maggioranza dei delegati presenti. Per le modifiche statutarie occorre il voto favorevole di almeno due terzi dei delegati presenti.

Art. 15

Nelle votazioni per l’elezione del Presidente, dei Consiglieri, del Tesoriere e dei Revisori dei Conti risultano eletti per ciascuna carica coloro i quali hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità, risulta eletto il candidato con maggiore anzianità di iscrizione al Sindacato.

Art. 16

Le proposte di candidatura per l’elezione alle cariche nazionali di cui alla lettera d) dell’art. 10 devono pervenire al Consiglio Direttivo almeno sette giorni prima dell’inizio del Congresso. Le proposte devono essere corredate della firma di almeno dieci iscritti. Il Consiglio Direttivo, accertata la regolarità delle richieste di candidatura, ne redige l’elenco che sottopone poi al Congresso.

CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 17

Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente, dagli altri trenta membri eletti dal Congresso ai sensi dell’art. 10 e dai Rappresentanti in carica dei Consigli di Coordinamento di cui all’art. 33. In nessun caso il numero dei Rappresentanti dei Consigli di Coordinamento può superare quello dei membri del Consiglio Direttivo eletti dal Congresso ai sensi dell’art. 10.

Art. 18

Il Consiglio Direttivo dura in carica un quadriennio e i suoi componenti sono rieleggibili.

Art. 19

Spetta al Consiglio Direttivo lo svolgimento di ogni azione necessaria per il conseguimento dei fini statutari e per l’applicazione delle direttive tracciate dal Congresso. In particolare, al Consiglio Direttivo spetta:

a) eleggere a scrutinio segreto, fra i propri componenti, i due Vice Presidenti e i quattro Consiglieri che insieme al Presidente costituiranno il Comitato di Presidenza, nonché dieci membri della Giunta Esecutiva e il Segretario Organizzativo
b) deliberare sulla struttura organizzativa del Sindacato
c) approvare la relazione e i bilanci annuali di previsione e consuntivi predisposti dal Comitato di Presidenza
d) stabilire, su proposta del Comitato di Presidenza, la quota e le modalità di riscossione del contributo annuale
e) pronunciarsi in via definitiva sui ricorsi relativi alle domande di iscrizione al Sindacato, ai sensi dell’art. 4 terzo comma, e sui provvedimenti di cui all’art. 37
f) pronunciarsi su ogni questione che sia sottoposta al suo esame dalla Giunta Esecutiva
g) promuovere ogni altra iniziativa nell’interesse degli iscritti
h) predisporre proposte di modifica del presente Statuto
i) stabilire gli argomenti e le modalità dei referendum
j) eleggere fra i propri componenti i membri della Giunta Esecutiva in sostituzione di quelli cessati dalla carica per dimissioni o altra causa
k) nominare, ogni qualvolta a seguito di dimissioni o altra causa si renda vacante una delle cariche indicate nell’art. 10, altro iscritto in sostituzione, il quale rimarrà in carica sino al compimento del quadriennio di attività del Consiglio stesso.

Il Consiglio, con decisione presa a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può infine convocare Congressi straordinari.

Art. 20

In via ordinaria, il Consiglio Direttivo si riunisce almeno due volte l’anno, per l’approvazione del bilancio e per l’esame a consuntivo-preventivo dell’azione sindacale. Il Consiglio si riunisce altresì ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Comitato di Presidenza ovvero ne facciano richiesta almeno sette componenti o il Collegio dei Revisori dei Conti. Alle riunioni del Consiglio intervengono pure, senza diritto di voto, il Tesoriere e i Revisori dei Conti. Alla riunione del Consiglio convocata per l’approvazione del bilancio e della relazione annuale possono partecipare, senza diritto di voto, tutti i soci.

Art. 21

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente con avviso da inviare almeno dieci giorni prima di quello fissato per l’adunanza. Nei casi di urgenza, la convocazione – con preavviso di soli tre giorni – può essere diramata anche telegraficamente o via fax.

Art. 22

Per la validità delle sedute è necessaria la partecipazione di almeno un terzo dei componenti. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti e, a parità di voti, prevale quello del Presidente. Di regola delle deliberazioni adottate nelle singole sedute è data notizia agli iscritti. I componenti del Consiglio Direttivo che non partecipino a due sedute consecutive possono essere dichiarati decaduti dalla carica, con deliberazione motivata, dal Consiglio stesso e sostituiti a norma dell’art. 19 lett. k).

GIUNTA ESECUTIVA

Art. 23

La Giunta Esecutiva è costituita dal Presidente, dagli altri componenti il Comitato di Presidenza e dai dieci Consiglieri eletti ai sensi dell’art. 19 lett. a).

Art. 24

La Giunta Esecutiva ha le seguenti attribuzioni:

a) predisporre i programmi di attività del Sindacato
b) attuare le direttive impartite dal Consiglio Direttivo
c) ratificare l’ammissione e decidere sulle sanzioni disciplinari ai soci, a norma degli art. 4 e 37
d) deliberare gli atti di gestione economica del Sindacato
e) nominare, anche fra non iscritti il personale necessario per il funzionamento degli uffici del Sindacato, esperti in funzione di consulenti aggregati alla Giunta Esecutiva
f) nominare, fra gli iscritti, i rappresentanti del Sindacato presso Enti e in tutte le Commissioni od organi in cui si trattino problemi che direttamente o indirettamente interessino l'iscritto
g) istituire Commissioni di studio per la trattazione di questioni di interesse generale o particolare
h) nominare, ogni qualvolta e per qualsiasi causa si renda vacante una delle cariche elettive degli Organi territoriali, altro iscritto in sostituzione e promuovere l’elezione del Rappresentante Sindacale Locale o del Rappresentante del Consiglio di Coordinamento
i) nominare i membri dei Consigli di Coordinamento di cui al successivo art. 33
j) trattare, infine, ogni altra questione che sia stata ad essa demandata dal Consiglio Direttivo

La Giunta Esecutiva delibera lo stato di agitazione e, sentiti i Rappresentanti dei Consigli di Coordinamento quando non ricorrano particolari motivi di urgenza, l’astensione dal lavoro. La Giunta Esecutiva può conferire deleghe di poteri al Comitato di Presidenza; inoltre, può demandare particolari compiti, organizzativi ed operativi, a singoli componenti della Giunta stessa.
In caso d’urgenza, la Giunta Esecutiva può esercitare compiti del Consiglio Direttivo. Le deliberazioni adottate devono essere portate al più presto a conoscenza del Consiglio Direttivo.

Art. 25

La Giunta Esecutiva si riunisce su convocazione del Presidente, di regola almeno una volta al mese, e ogni altra volta che lo ritenga opportuno il Presidente o che ne facciano richiesta almeno quattro dei suoi componenti. Alle sedute della Giunta Esecutiva partecipa il Segretario Organizzativo con funzioni consultive. Su invito del Comitato di Presidenza, possono intervenire alle riunioni, senza diritto a voto, il Tesoriere, i Revisori dei Conti e altri membri del Consiglio Direttivo, nonché esperti su specifici argomenti, i rappresentanti del Sindacato presso Enti od Organi vari e i componenti delle Commissioni di studio di cui all’art. 24 lett. e), f) e g).

Art. 26

Per la validità delle sedute della Giunta Esecutiva è necessaria la presenza di almeno sei dei suoi componenti. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti e comunque con non meno di quattro voti favorevoli. A parità di voti, prevale il voto del Presidente o di chi ne fa le veci.

Art. 27

I componenti della Giunta Esecutiva che non partecipino a tre sedute consecutive della Giunta stessa possono essere dal Consiglio Direttivo dichiarati decaduti dalla carica con deliberazione motivata e sostituiti a norma dell’art. 19 lett. k).

COMITATO DI PRESIDENZA

Art. 28

Il Comitato di Presidenza è composto dal Presidente eletto dal Congresso e dai due Vice Presidenti e quattro Consiglieri eletti dal Consiglio Direttivo. Alle riunioni del Comitato partecipa il Segretario Organizzativo con funzioni consultive.
Il Comitato di Presidenza:

a) ha la rappresentanza politica del Sindacato
b) gestisce l’azione sindacale
c) attua le deliberazioni degli organi collegiali sovra ordinati
d) predispone la relazione e i bilanci annuali di previsione e consuntivi da presentare per l’approvazione del Consiglio Direttivo
e) proclama lo stato di agitazione e l’astensione dal lavoro, deliberati dalla Giunta Esecutiva a norma dell’art. 24
f) in caso di urgenza, surroga nelle funzioni la Giunta Esecutiva, i cui membri devono essere tempestivamente informati delle deliberazioni adottate

Le deliberazioni sono adottate a maggioranza. A parità di voti, prevale il voto del Presidente o di chi ne fa le veci.

IL PRESIDENTE

Art. 29

Il Presidente:

a) ha la rappresentanza legale del Sindacato
b) presiede il Congresso, il Consiglio Direttivo, la Giunta Esecutiva e il Comitato di Presidenza
c) vigila sul regolare funzionamento degli organi sindacali e degli uffici

In caso di assenza o impedimento, il Presidente è sostituito dal Vice Presidente più anziano di età che sia presente.

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Art. 30

Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri effettivi e due supplenti, che il Congresso elegge fra gli iscritti per la durata del quadriennio. I membri effettivi eleggono fra di loro il Presidente. Il Collegio dei Revisori dei Conti deve:

a)vigilare sull’andamento della gestione economica e finanziaria del Sindacato
b)compiere frequenti verifiche di cassa e contabili
c)riscontrare l’esattezza e la veridicità dei bilanci, controfirmandoli
d)compilare annualmente una relazione per il Consiglio Direttivo

Il Collegio dei Revisori dei Conti può inoltre, per motivi attinenti ai suoi compiti o di particolare importanza, chiedere la convocazione del Consiglio Direttivo ai sensi dell’art. 20.

SEGRETARIO ORGANIZZATIVO

Art. 31

Il Segretario Organizzativo, eletto ai sensi dell’art. 19, 2° comma, lett. a) cura:

a) l’ordinaria amministrazione del Sindacato, firmando la relativa corrispondenza, e la gestione del personale
b) l’esecuzione delle delibere assunte dagli Organi Nazionali del Sindacato, secondo le indicazioni da essi ricevute
c) i rapporti con gli iscritti, con l’Istituto e con i terzi, per gli aspetti organizzativi e amministrativi
d) la verbalizzazione delle riunioni del Consiglio Direttivo, della Giunta Esecutiva e del Comitato di Presidenza
e) la diffusione dell’informazione sindacale

RAPPRESENTANZE SINDACALI LOCALI

Art. 32

Presso ciascuna unità produttiva, gli iscritti al Sindacato costituiscono la Rappresentanza Sindacale Locale, che fa capo a un rappresentante da loro designato. Il Rappresentante Sindacale Locale dura in carica quattro anni. In caso di assenza o impedimento il Rappresentante è sostituito da altro componente la Rappresentanza Locale, pure designato dagli iscritti. Anche questa carica ha la durata di un quadriennio.
Il Rappresentante Sindacale Locale:

a) rappresenta il Sindacato di fronte alla direzione locale e al Personale e provvede all’informazione
b) promuove e presiede le riunioni degli iscritti della Rappresentanza Sindacale Locale, ne raccoglie le istanze e le prospetta al Consiglio di Coordinamento, dandone comunicazione alla Giunta Esecutiva
c) provvede all’attuazione dei compiti demandatigli dagli Organi nazionali del Sindacato e, nell’ambito dei poteri attribuitigli, può agire o resistere in giudizio
d) fa parte di diritto del Consiglio di Coordinamento di cui all’art. 33

A fini di coordinamento, i Rappresentanti Sindacali delle unità produttive di firenze danno vita a una Segreteria Provinciale che fa capo a un Segretario eletto fra i suoi componenti.

Art. 33

I Rappresentanti Sindacali Locali danno vita ai Consigli di Coordinamento articolati di norma su base regionale. Le unità produttive non costituite in Rappresentanza partecipano ai Consigli con un elemento ciascuna, scelto dalla Giunta Esecutiva. Come componenti i Consigli di Coordinamento, la Giunta può nominare altresì altri iscritti alle unità produttive in un numero non superiore a quello dei Rappresentanti Sindacali Locali. I componenti del Consiglio di Coordinamento eleggono, nel loro ambito e per la durata di un quadriennio, il Rappresentante del Consiglio e colui che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.
Il Rappresentante del Consiglio di Coordinamento:

a) cura l’attuazione delle delibere del Consiglio di Coordinamento e, nell’ambito dei poteri attribuitigli, può agire o resistere in giudizio
b) fa parte di diritto del Consiglio Direttivo del Sindacato, ai sensi dell’art. 17

La Segreteria Provinciale di Firenze, di cui all’art. 32, svolge di diritto le funzioni di Consiglio di Coordinamento. Il Rappresentante Locale eletto Segretario Provinciale di Firenze ai sensi dell’art. 32 può esercitare un solo voto nel Consiglio Direttivo.
Per il funzionamento delle Rappresentanze Locali si applicano, ove compatibili, le norme previste per il Consiglio Direttivo dagli art. 20, 21 e 22.

PATRIMONIO - TESORIERE - BILANCI

Art. 34

Il patrimonio del Sindacato è costituito da beni mobili e immobili che per acquisti, lasciti, donazioni divengano comunque di proprietà del Sindacato stesso, e dalle eventuali eccedenze annuali di bilancio. L’inventario del patrimonio del Sindacato deve essere redatto ogni anno e trascritto in apposito libro sociale.

Art. 35

Il Tesoriere è l'organo esecutivo della gestione economica del Sindacato. Il Tesoriere:

a) cura il regolamento delle entrate e delle uscite, nonché l’amministrazione del patrimonio sociale, in conformità delle deliberazioni assunte dai competenti organi
b) firma, congiuntamente con il Presidente del Sindacato o con altro membro della Giunta Esecutiva delegato dal Presidente, le reversali e i mandati di pagamento
c) presta agli organi competenti la collaborazione necessaria per la redazione del bilancio consuntivo e di quello preventivo

In caso di assenza o di impedimento del Tesoriere le sue funzioni sono svolte da un membro del Consiglio Direttivo designato dal Presidente.

Art. 36

Alla fine di ogni anno solare il Tesoriere fornisce al Comitato di Presidenza tutti gli elementi necessari per la compilazione del bilancio consuntivo e di quello preventivo di cui all’art. 28 lettera d).
I bilanci, da presentare al Consiglio Direttivo, sono firmati dal Presidente, dal Tesoriere e dai Revisori dei Conti. E’ vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o distribuzione non siano imposte dalla legge.

SANZIONI DISCIPLINARI

Art. 37

La Giunta Esecutiva può assumere le seguenti sanzioni disciplinari a carico degli iscritti:

a)la censura
b)la sospensione
c)l’espulsione

La censura può essere applicata all’iscritto che non ottemperi agli obblighi che gli derivano dal presente Statuto, nonché dalle norme, istruzioni e deliberazioni del Sindacato.
Essa deve essere comunicata per iscritto e debitamente motivata. La sospensione da ogni attività sociale può essere inflitta all’iscritto che sia recidivo nelle mancanze che diedero luogo all’applicazione della censura, o che abbia commesso atti che rechino nocumento al prestigio e agli interessi materiali e morali del personale direttivo.
L’applicazione della sospensione deve essere preceduta dalla contestazione all’iscritto, con lettera raccomandata, degli addebiti a suo carico. Con la stessa lettera raccomandata, deve essere inoltre fissato il termine di almeno otto giorni entro il quale l’iscritto può presentare deduzioni scritte a discarico. L’espulsione può essere deliberata per gravi fatti che dimostrino assenza di coscienza sindacale o difetto di senso morale, ovvero per altri gravi ed eccezionali motivi che rendano incompatibile la partecipazione dell’iscritto al Sindacato.
L’applicazione dell’espulsione deve essere preceduta dalla contestazione degli addebiti e dalla fissazione del termine a discarico, da effettuare con le modalità previste per la sospensione.
Contro il provvedimento di sospensione o di espulsione l’iscritto può ricorrere al Consiglio Direttivo, entro un mese dalla notifica del provvedimento stesso.
La decisione del Consiglio Direttivo è definitiva. La notifica del provvedimento disciplinare e della decisione del Consiglio Direttivo deve essere effettuata con lettera raccomandata.

REFERENDUM

Art. 38

Questioni di particolare interesse per il Sindacato, ivi comprese le modifiche dello Statuto, possono, ove non sia possibile la convocazione di un Congresso straordinario, essere sottoposte a referendum fra gli iscritti. Il Consiglio Direttivo, su proposta del Comitato di Presidenza, formula i quesiti e determina le modalità di svolgimento del referendum, che viene indetto dal Presidente.

SCIOGLIMENTO DEL SINDACATO

Art. 39

La deliberazione di scioglimento deve contemplare la nomina del liquidatore, con la determinazione dei relativi poteri. Il patrimonio deve essere devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o per pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23/12/1996, n° 662 e salva diversa destinazione imposta dalla legge.